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Zambia: un progetto ad impatto misurabile nel percorso ESG di Legor insieme a Koalization

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Zambia: un progetto ad impatto misurabile nel percorso ESG di Legor insieme a Koalization

Per Legor, parlare di sostenibilità significa trasformare gli impegni in azioni concrete, tracciabili e misurabili.

È con questo approccio che, da quest’anno, abbiamo scelto di diventare partner del progetto sviluppato da Koalisation nella provincia di Copperbelt, in Zambia, destinato a coinvolgere 400 famiglie attraverso interventi che uniscono riduzione delle emissioni, tutela delle risorse naturali e sviluppo delle comunità locali.

Un’iniziativa che si inserisce nel percorso ESG di Legor e nel nostro modo di intendere la responsabilità d’impresa: non come un’azione isolata, ma come un processo di cui poter conoscere, partecipare, monitorare e misurare gli effetti nel tempo.

Cosa significa essere partner di un progetto invece di comprare crediti

Uno degli aspetti che ci ha portato a scegliere questo progetto è il modello su cui si basa.

Legor non interviene semplicemente acquistando crediti di carbonio già generati: il contributo finanzia direttamente una quota definita delle attività realizzate sul territorio. I crediti rappresenteranno successivamente uno degli output del progetto, una volta verificati e rilasciati dal registro di riferimento.

Prima ancora dei crediti, quindi, ci sono le attività sul campo.

Famiglie coinvolte e registrate, momenti di formazione, stufe distribuite, alberi piantati e monitorati: un sistema che permette di seguire l’evoluzione del progetto attraverso dati concreti.

Un principio particolarmente vicino al nostro modo di lavorare. La tracciabilità, che per Legor rappresenta un elemento fondamentale lungo la filiera dei metalli preziosi, diventa anche uno dei criteri con cui valutiamo le iniziative legate alla sostenibilità.

Tre azioni, un unico progetto

L’intervento coordinato da Koalization e sostenuto da Legor coinvolge ben 400 famiglie della Copperbelt e si sviluppa attraverso tre ambiti complementari.

Il primo riguarda il clean cooking, con la distribuzione di stufe più efficienti rispetto ai sistemi tradizionalmente utilizzati dalle famiglie. L’obiettivo è diminuire la quantità di carbone necessaria per cucinare, contribuendo contemporaneamente a ridurre le emissioni e l’esposizione al fumo negli ambienti domestici.

A questo si affianca un programma di agroforestry. Le famiglie ricevono alberi da frutto e formazione dedicata, con l’obiettivo di reintegrare progressivamente la vegetazione all’interno delle aree agricole. Gli alberi vengono registrati e il loro sviluppo viene seguito nel tempo dai field officer di Koalisation.

Il terzo ambito riguarda la creazione di opportunità economiche alternative alla produzione di carbone. Alcuni ex carbonai vengono coinvolti in attività di apicoltura, favorendo la nascita di una fonte di reddito alternativa e, allo stesso tempo, la protezione delle aree agroforestali.

A completare il progetto è previsto inoltre un intervento legato all’accesso all’acqua per le comunità coinvolte.

I primi dati raccolti in Zambia

Il monitoraggio è parte integrante dell’iniziativa fin dalle sue prime fasi.
Nel giugno 2026 il team di Koalisation ha realizzato 16 test comparativi di cottura, mettendo a confronto le tradizionali mbaula con le nuove stufe efficienti durante dimostrazioni che hanno coinvolto complessivamente circa 400 persone.
I primi risultati raccolti mostrano una differenza significativa nel consumo di carbone.

Nei test, la stufa tradizionale ha richiesto mediamente 73 minuti e 0,67 kg di carbone, mentre con la stufa migliorata il tempo medio è sceso a 57 minuti, con un consumo di circa 0,31 kg di carbone.

Si tratta quindi, nelle rilevazioni effettuate sul campo, di una riduzione del consumo di carbone di circa il 54% a parità di pasto.

Questi dati rappresentano rilevazioni preliminari condotte da Koalisation e non ancora dati certificati. Saranno integrati con quelli raccolti nel corso del progetto presso le 400 famiglie coinvolte e contribuiranno alla costruzione dell’Impact Report.

Misurare per poter migliorare

I crediti associati alla quota di progetto finanziata da Legor sono attesi nel corso del 2027, secondo le tempistiche previste dal registro. Il valore dell’iniziativa, però, non si esaurisce nel loro rilascio.

Durante tutto il percorso saranno raccolte informazioni sull’adozione delle stufe, sulla crescita degli alberi, sulla partecipazione delle famiglie e sugli effetti generati sul territorio.

Per Legor questo progetto rappresenta un ulteriore passo nel percorso intrapreso come Società Benefit: applicare anche alle nostre scelte di sostenibilità la stessa attenzione alla trasparenza, alla tracciabilità e alla misurazione che caratterizza il nostro lavoro quotidiano nella scienza dei metalli preziosi.

Perché un impatto diventa realmente parte di un percorso di responsabilità quando può essere seguito nel tempo, verificato e condiviso con trasparenza.